

Sanità pediatrica e fake news
Fake news e salute pediatrica: come distinguere l’informazione affidabile dalla disinformazione. Scopri perché l’evidenza scientifica è essenziale per proteggere la salute dei bambini.
Accogliere i bambini nel lettone inizialmente è qualcosa di naturale e protettivo, ma spesso i genitori si chiedono se sia giusto o meno e fino a quando è possibile farlo. Risponde la dott.ssa Annalisa Zacchetti, psicologa dell'età evolutiva.
Navigando in internet si scopre quanto sia dibattuto il tema del co-sleeping ovvero dell'accoglienza dei bambini nel lettone di mamma e papà.
Sono molti i siti dedicati ai genitori che ne discutono positivamente, citando studi americani.
Queste ricerche evidenziano come il co-sleeping promuova il rafforzamento dell'attaccamento, concetto introdotto dallo psicologo britannico J. Bowlby, oltre a numerosi altri benefici, facilmente rintracciabili online.
Il co-sleeping si distingue in primario, dove il bambino dorme con i genitori fin dalla nascita, e secondario, quando dopo aver dormito da solo, torna nel letto dei genitori per motivi come incubi, ansia o curiosità.
Questo articolo esplora prospettive meno comuni sul co-sleeping, divergendo dall'approvazione generalmente diffusa.
Come psicoanalista, rifletto sugli effetti psichici del co-sleeping su bambini e genitori.
Molti adulti in analisi raccontano le ripercussioni negative vissute della presenza nel lettone.
Mi chiedo allora: quali effetti ha questa intimità tra adulti e bambino? Le riflessioni di Françoise Dolto, eminente psicoanalista e pediatra francese, esperta di infanzia e fondatrice della "Maison Verte", offrono una prospettiva illuminante.
Françoise Dolto evidenzia i rischi del contatto fisico intimo, soprattutto non verbale, tra genitori e bambini.
Sottolinea come la sensibilità e la sensualità nei bambini di tre o quattro anni siano estremamente elevate e generalizzate, potendo influenzare negativamente lo sviluppo sessuale futuro a causa di associazioni inconsce tra sessualità e fantasie primordiali.
Questa promiscuità è considerata dannosa; il letto dei genitori, pur essendo un luogo di fascino per i bambini, non è ritenuto il loro spazio appropriato.
La vicinanza notturna può essere necessaria se il bambino è malato, per monitorare i sintomi o calmarlo.
Tuttavia, personalmente, non consiglierei di rendere abituale questa pratica, limitandola a periodi di particolare bisogno.
Per i bambini più grandi, è importante insegnare con serenità e determinazione che il letto è dei genitori, sottolineando l'importanza dello spazio e del tempo condiviso solo tra adulti.
Se il bambino si sveglia di notte, i genitori dovrebbero rassicurarlo e riportarlo nel suo letto, aspettando se necessario che si riaddormenti.
Per favorire un sonno tranquillo è cruciale curare le routine pre-nanna: evitare attività eccitanti, lavarsi, indossare il pigiama, ridurre le luci per un ambiente accogliente, leggere una favola o cantare una ninna nanna, e permettere di tenere vicino il peluche preferito.
Queste pratiche aiutano a rafforzare l'intimità e la fiducia tra bambini e genitori.
Per i bambini che temono il buio, è utile una luce notturna nella stanza.
Non avere i bambini nel letto dei genitori favorisce l'intimità di coppia, preziosa nei momenti limitati della giornata. Una solida relazione di coppia è fondamentale per il benessere familiare; se manca, anche il rapporto con i figli ne risente.
È chiaro che l'abitudine di un genitore di lasciare il letto coniugale per dormire col figlio, specialmente quando lo spazio diventa limitato, andrebbe evitata.
Tuttavia, il lettone può trasformarsi in un momento speciale di incontro tra genitori e figli nei weekend, permettendo un tempo dedicato a gioco e coccole condivise.
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Bibliografia:
Françoise Dolto (1996), I problemi dei bambini, Oscar Mondadori.
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