

Sanità pediatrica e fake news
Fake news e salute pediatrica: come distinguere l’informazione affidabile dalla disinformazione. Scopri perché l’evidenza scientifica è essenziale per proteggere la salute dei bambini.
L'amicizia è cruciale nell’adolescenza: aiuta a ridurre ansia e incertezze, favorisce l’autonomia e il confronto tra pari. Il dott. Luigi Nittoli, psicologo dell'età evolutiva, ci spiega come sostenere relazioni sane e riconoscere quelle tossiche, con consigli pratici per genitori e adolescenti.
Qual è il ruolo che ha l'amicizia nell'adolescenza?
Capire il peso e l'importanza dell'amicizia nell'adolescenza richiede una riflessione approfondita, che parte dall'analizzare le fasi e le caratteristiche dell'adolescenza stessa.
L’adolescenza è riconosciuta universalmente come una fase cruciale per la vita di ogni individuo.
È il momento in cui i contesti sociali diventano importanti anche e soprattutto per lo sviluppo della personalità e del carattere della ragazza/o.
L'adolescenza rappresenta un momento di forte transizione, che agisce da spartiacque tra l’infanzia e la vita adulta, caratterizzato da tante evoluzioni, sviluppi e cambiamenti.
Nell’arco della nostra vita, l’adolescenza ci “prepara” alla vita adulta, di modo da stabilire e sviluppare ruoli e relazioni sociali che entreranno a far parte del nostro vissuto in maniera preponderante.
Per la prima volta, dall’infanzia, l’adolescente inizierà a guardarsi intorno cercando di trovare una propria dimensione, degli stimoli coerenti per se stesso e un’indipendenza che prima era assottigliata dalla vicinanza e dalla dipendenza del vissuto avuto con le figure genitoriali.
Quest’ultima frase non deve essere assolutamente vista con un’accezione negativa: semplicemente, l’adolescente entra in una fase tutta nuova della vita per cercare di trovare se stesso!
Dagli 11 anni il nostro cervello inizia a padroneggiare l’arte del pensiero logico ed astratto, ricevendo una fonte di informazioni assai maggiore e sviluppando di conseguenza molteplici tipi di pensieri che possono portare ad emozioni e comportamenti che posso essere fra i più vari.
Infatti, questa sovrastimolazione non sempre porta chiarezza nell’adolescente che, anzi, può sembrare confuso ed impulsivo, nel tentativo di capire cosa sta succedendo nella testa e nel corpo, che inizia a cambiare in maniera importante.
Le amicizie, le esplorazioni di nuovi contesti oltre quello familiare diventano fondamentali.
L’adolescenza è il periodo in cui si prova a “volare” per la prima volta dal nido, ma questo primo balzo può fare davvero paura!
È importante quindi sottolineare, prima di parlare del ruolo dell' amicizia nell'adolescenza, che nonostante si possano creare degli squilibri e degli scompensi nel nucleo familiare e molto importante che quest’ultimo rimanga sempre di supporto nel momento del bisogno.
In questo contesto, gli amici diventano una mano tesa per evitare di cadere o che ci aiuta a rialzare!
Fare amicizia, sentirsi parte di qualcosa, partecipare ad un gruppo sociale in cui i pensieri sembrino meno confusi, condividere degli interessi diventa fondamentale.
L’amicizia all’interno del contesto adolescenziale funge da timone per le proprie emozioni: può ridurre lo stress, l’ansia e l’incertezza provata dall’adolescente, che si sentirà parte di un gruppo che rispecchi se stesso e che, di conseguenza, promuove una sua crescita e lo accompagna nell’esplorazione del mondo che sta costruendo.
Avere dei propri interessi, delle passioni, delle credenze e delle inclinazioni da poter condividere con qualcuno spingerà la ragazza/o a sentirsi parte di qualcosa e a essere meno titubante nel compiere quel famoso “salto nel vuoto”.
Avviene, per la prima volta, un confronto fra pari: si crea uno spazio e un ambiente dove le proprie credenze e visioni possono essere messe in discussione o confermate senza eventuali pressioni o vissuti che potrebbero influenzare la visione dell’adolescente.
Questo confronto promuove l’autoriflessione e la riflessione verso sfumature e la strutturazione di pensieri su queste ultime.
Essere d’accordo, trovare interesse in qualcosa, avere in risposta emozioni e comportamenti generati da questi nuovi pensieri mette l’amicizia al centro della vita dell’adolescente, comportando alcuni, inevitabili, rischi.
Poste queste premesse, è bene stabilire anche qualche concetto alla base di un buon sviluppo relazionale che accompagni l’adolescente in modo sano e funzionale alla scoperta di se stesso e del mondo.
Innanzitutto, è bene chiarire che, per quanto riguarda la sfera genitoriale, questa verrà rimaneggiata e messa in discussione dagli adolescenti, in maniera più o meno evidente.
Nel tentativo di esplorazione s’insinua anche la volontà e la ricerca dell’indipendenza: un mondo nuovo che aspetta di essere esplorato e che l’adolescente intravede anche come una “liberazione” dal giogo genitoriale.
Proprio rivolgendosi ai genitori, è perfettamente normale che durante questo periodo di sviluppo si instauri una crescente preoccupazione verso i figli dovuta sia alla crescita sia alla progressiva mancanza di controllo e partecipazione della vita extra familiare dei figli.
Ciò che prima era accessibile, adesso diventa confuso, nascosto dalla volontà di creare un proprio spazio dove voler esercitare e strutturare una nuova e forte indipendenza.
Al giorno d’oggi, questa mancanza di controllo s’insinua sempre più anche grazie all’esponenziale sviluppo dei social media, diventati ormai il fruitore principale di interessi e relazioni sociali all’interno del contesto adolescenziale.
Rispetto al passato, la digitalizzazione offre nuovi e variegati spunti per l’identificazione in un modello che rispecchi un nuovo punto di vista nell’adolescente, che si ritroverà iperstimolato rispetto alla più classica costruzione relazionale a cui si è abituati, basata su uno sviluppo progressivo a braccetto con la crescita dell’individuo.
C’è una ridefinizione del rapporto sociale basato sull’importanza del ruolo dei social media all’interno del contesto amicale dell’adolescente.
Reels, stories, filtri, canzoni, sono i nuovi e principali strumenti di interazione e di scambio.
È bene, però, non spaventarsi di fronte a questo.
Dobbiamo adattarci e capire questa nuova realtà, non condannarla sebbene questa forma di comunicazione potrebbe in alcuni casi delle barriere nell’interazione vis a vis, comportando anche rischi e pericoli, alcune volte dettati dalla pura e semplice ingenuità.
Non spaventarsi dunque, ma essere attenti e soprattutto educare ai rischi e alla consapevolezza.
Mantenere un rapporto, come già detto, di supporto nei confronti della propria prole, suggerire e non imporre e soprattutto parlare apertamente dei propri timori cercando anche e soprattutto di comprendere le ragioni e le motivazioni dei figli e/o delle figlie può portare ad un interscambio produttivo e che potrà essere da supporto proprio a loro.
Non farli sentire inadeguati, chiacchierare in maniera informale e cercare di non rivangare, per quanto possibile, il proprio vissuto che avrebbe per culmine il famigerato “te l’avevo detto”, intervenire, soprattutto, con autorevolezza, mantenendo sempre chiaro il ruolo genitoriale e che sì è e deve essere supportivo, ma che dall’altro lato deve mostrarsi pronto e risoluto con manifestarsi di situazioni difficili.
Uno sviluppo tipico delle relazioni sociali nell’adolescenza è rappresentato, come detto, dalla voglia di mettersi in gioco.
Trovare finalmente una persona o un gruppo di persone che condivide i propri interessi, avere una relazione sociale basata sulla fiducia e sull’ascolto reciproco sono le caratteristiche base di una buona relazione sociale.
L’adolescente dovrebbe sentirsi sempre stimolato ad esprimere la propria opinione e il proprio sé, non temendo che, dall’altra parte, ci possano essere delle situazione ambigue e giudizi.
Le relazioni sociali in adolescenza sono incredibilmente utili anche per l’affronto e la risoluzione del conflitto.
Esprimersi, dibattere, avere una propria opinione che si scontra, per certi versi, con quella di altri in maniera costruttiva, efficace.
Gestire le emozioni derivanti dal conflitto in maniera sempre più accurata e capire che quest’ultimo è parte importante ed integrante per una crescita positiva dell’individuo.
Un altro valore molto im
portante che spicca in una buona relazione è il rispetto.
Mi sento rispettato da queste persone? Ho rispetto di queste persone? Mi sento bene quando le ho intorno? Riesco ad essere me stesso con loro, senza provare ansia o paura di rimanere da solo? Posso esprimermi senza aver paura di essere giudicato e deriso?
Queste sono alcune delle domande che l’adolescente dovrebbe porsi per capire se si trova in una relazione sana per il suo sviluppo.
Come già detto molte volte, il bisogno di esplorazione, di crescita, di indipendenza può portare all’accettazione di contesti che potrebbero essere non adatti e poco funzionali.
Si deve sempre considerare la voglia e anche la fragilità che potrebbe derivare dal bisogno di quest’accettazione.
Riprendiamo le domande di prima: in certi casi possono far paura! Avere la risposta o mettere in dubbio le proprie certezze potrebbe essere già un segnale che qualcosa non va!
L’adolescente potrebbe costruire intorno a sé una relazione basata sulla dipendenza verso un altro individuo, accettando critiche e giudizi in maniera passiva, con l’ansia e la preoccupazione che potrebbe perdere tutto, non riuscendo più ad avere alcun tipo di relazione.
E in questo caso? Cosa si fa? Si ascolta!
Ricordiamo sempre che il ruolo genitoriale non è quello dell’amico in queste situazioni, ma di una figura che possa guidare ed intervenire nel momento del bisogno.
Le amicizie, le relazioni disfunzionali all’interno dell’adolescenza sono molto comuni, e un ragazzo e/o una ragazza fragile, sensibile (non intesi assolutamente come atteggiamenti negativi) potrebbero riscontrare molte difficoltà.
Tutta questa situazione potrebbero invece riversarla nel nucleo familiare, mostrandosi sempre arrabbiati, chiusi in se stessi, perennemente alla ricerca di uno sfogo: vi suona familiare? Come si fa ad evitarlo?
Semplicemente, non c’è una risposta certa!
Ci sono davvero tanti fattori interni ed esterni che potrebbero portare a ciò. Ma l’ascolto aiuta!
Instaurare una buona relazione, fin dall’infanzia, caratterizzata da empatia, comprensione e senso critico potrebbe aiutare l’adolescente e anche il genitore a fidarsi l’uno dell’altro e di se stessi.
Lo sviluppo di un senso critico, di rispettare se stessi e le proprie opinioni e non un educazione basata sul controllo, sulla sottomissione, sulla passività!
Capirsi vuol dire riconoscere anche i ruoli all’interno di questa dinamica, incredibilmente già complessa e difficile!
So che è difficile, so che in alcuni casi può sembrare anche spaventoso ma cercate di tenere a mente: non si può controllare quello che una persona pensa o l’opinione che ha su di te o su altri e non si deve assolutamente dipendere da questo, anche se a volte ci sembra che il mondo vi crolli addosso!
Eventualmente il concetto di base e strutturare le buone amicizie sull’essere te stesso. E non aver paura di esserlo!
SITOGRAFIA
https://www.psicologiacontemporanea.it/blog/amicizie-evolutive-e-regressive-adolescenza/
https://www.psicologo-genova-busca.it/articoli/adolescenza/gli-amici-una-risorsa/
https://www.stateofmind.it/adolescenti/
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